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Internet delle cose: la tecnologia intelligente

lunedì, 10 Febbraio 2020

Che cosa significa l’espressione Internet delle cose e di che tipo di tecnologia si tratta?
Che impatto ha sulla vita delle persone e quale avrà nel futuro?
Quali sono i vantaggi e le conseguenze? E ancora, dove si applica l’internet delle cose e quali settori lavorativi utilizzano di più questi sistemi tecnologici?

A queste e a molte altre domande rispondiamo in questo articolo. Seguiteci!

Internet delle cose: di cosa si tratta

L’espressione Internet delle cose, o IoT, deriva dalla frase inglese Internet of Things, con la quale si intende l’insieme degli apparecchi connessi ad internet, ad esclusione dei computer.

Può sembrare un paradosso, quello di escludere il computer, ovvero escludere proprio l’apparecchio che viene più associato ad internet. Ma proprio perché esso nasce e si sviluppa con internet perde quel carattere di particolarità e diversità che invece riguarda tanti altri strumenti, di molti ambiti della vita di ognuno, che a loro volta sono stati travolti dal fenomeno di internet. Quali, ad esempio?

Elettrodomestici, automobili, lampadine, radio, telecamere, sensori per l’allenamento fitness, sensori di localizzazione o di illuminazione, e perfino apparecchi che monitorano la salute dell’uomo, come il peacemaker.

Oggi è davvero possibile collegare alla rete di tutto.

Internet delle cose: la nascita

Nato come nuovo neologismo l’acronimo IoT, ovvero Internet of Things, viene usato nell’ambito delle telecomunicazioni per indicare gli oggetti di uso quotidiano connessi ad internet.

Il termine Internet of Things, o IoT, fu utilizzato la prima volta dal ricercatore del MIT (Institute of Technology) Kevin Ashton, in Massachussets.

Il termine Internet delle cose, indica l’insieme del lavoro svolto da tre ambiti: sensoristica, elaborazione di dati e comunicazione sulla rete di diversi apparati digitali.

Il primo impiego di Internet delle cose avvenne nel 1982, grazie ad alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University che applicarono sensori e connessione in rete ad un distributore di bibite e merendine dell’Università per vederne il meccanismo di funzionamento.

Oggi, il concetto di Internet of Things si collega anche ai primi sviluppi della tecnologia RFID (Radio Frequency Identification).

Internet delle cose: esempi di vita quotidiana

L’Internet delle cose si basa e permette l’interazione degli oggetti.

Oggi è praticamente possibile collegare in rete qualsiasi oggetto.

Per fare ciò è sufficiente che l’oggetto in questione possegga due fattori:

  • indirizzo IP, che consenta l’identificazione unica sulla rete;
  • capacità di scambiare dati attraverso la rete senza il bisogno dell’intervento umano.

Se vi state chiedendo quale sia lo scopo dell’Internet delle cose la risposta è molto semplice: semplificare la vita delle persone.

Vediamo adesso qualche esempio di IoT:

  • una casa che accende i riscaldamenti appena percepisce che stai per arrivare;
  • i sensori posti sulle strisce di una strada che permettono di indicare la presenza o meno di una vettura parcheggiata;
  • la strada intelligente, o smart road, in grado di comunicazione con gli esseri umani: semafori e segnaletica cambiano in base alla presenza o meno del pedone, dell’automobilista o della presenza di qualsiasi mezzo pubblico, con il risultato di ottenere un’ottimizzazione del traffico ma anche un risparmio in termini di inquinamento e spreco di energia;
  • un frigorifero che ti fa trovare il latte già riscaldato;
  • illuminazione pubblica;
  • smart home;
  • edifici intelligenti;
  • robotica;
  • sanità e mondo biomedicale;
  • sorveglianza e sicurezza;
  • nuove forme di pagamenti digitali;

Qual è il funzionamento di un oggetto tecnologico digitale di questo tipo?

La casa che accende i riscaldamenti appena riconosce l’arrivo del padrone di casa, ad esempio, lo fa attraverso una comunicazione che avviene con un altro oggetto, ovvero i sensori di localizzazione presenti ad esempio sullo smartphone o su un altro dispositivo portatile che l’uomo ha con sé.

In questo caso avviene un’interazione tra due dispositivi, attraverso l’incrocio tra sensori, comunicazione ed elaborazione dei dati. Il lavoro delle tre parti fa percepire alla casa il suo compito da svolgere. Gli oggetti che appartengono al mondo dell’Internet delle cose permettono di unire mondo reale e mondo virtuale.

Internet delle cose: impiego sul mercato del lavoro e situazione italiana

Se nel mondo il concetto di Internet of Things è ormai ampiamente sviluppato, anche in Italia l’incremento degli ultimi anni è stato notevole.

Tuttavia, ciò che caratterizza la situazione italiana riguarda gli italiani stessi: le persone, spesso, non sanno cosa sia l’Internet delle cose pur utilizzando dispositivi che si basano su questo tipo di tecnologia, come emerge dagli studi effettuati dall’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano.

La tecnologia IoT non è impiegata soltanto nella semplificazione della vita quotidiana, bensì anche nel mercato del lavoro. Per la produzione industriale, ad esempio, risulta un valido aiuto l’applicazione di dispositivi intelligenti nelle macchine di produzione.

Ma non solo, la tecnologia dell’Internet delle cose è ampiamente utilizzata nell’Industria 4.0 per rendere intelligenti i sistemi di produzione e le macchine.

L’impiego del sistema IoT in ambito industriale permette di ottimizzare il lavoro, ridurre gli scarti, risparmiare energia, ottenere valide previsioni e svolgere delle produzioni intelligenti.

Altri settori lavorativi che utilizzano la tecnologia IoT sono ad esempio il sistema dei trasporti e quello delle automobili: incremento della sicurezza dei passeggeri, controllo della posizione da remoto e controllo del funzionamento dei veicoli sono solo alcune delle parti del processo di guida ottimizzate grazie alla tecnologia IoT.

L’ultima “Worldwide Semiannual Internet of Things Spending Guide” prevede una crescita annua del 13,6% per la spesa impiegata nei progetti in ambito IoT.

Secondo lo studio di mercato, l’investimento nell’Internet delle cose è in crescita proprio in ambito commerciale e riguarda soprattutto i sistemi di hardware, software e sistemi di connettività.

In Italia, secondo i dati del Politecnico di Milano, vi è stato un incremento delle soluzioni e dell’utilizzo delle tecnologie IoT.

I comparti che hanno visto la maggiore crescita sono:

  • la Smart Home (+52%), con protagonisti gli speaker per una casa intelligente;
  • l’Industrial IoT (+40%), grazie anche agli incentivi che erano stati previsti dal Piano Nazionale Industria 4.0;

la Smart City (+24%) con applicazioni e dispositivi per la sicurezza, l’illuminazione, il trasporto pubblico, la raccolta dei rifiuti, parcheggi e controllo dell’ambiente.

Internet delle cose: caratteristiche tecniche e sicurezza

Come funzionano nel dettaglio tecnico i dispositivi dell’IoT?

Attraverso Analytics e Big Data. Affinché la tecnologia dell’Internet delle cose funzioni sia necessario che riesca a riconoscere, raccogliere ed analizzare grosse quantità di dati.

La tecnologia IoT è strettamente collegata ai nuovi sviluppi in campo digitale, elettronico, della comunicazione wireless e, ovviamente, di internet.

Proprio su quest’ultimo punto ci sono stati diversi dibattiti, che continuano tutt’oggi, relativi alla sicurezza informatica. Tutti questi dispositivi e dati connessi alla rete potrebbero esporre ad attacchi informatici che comportino, ad esempio, appropriazione di dati o accessi indesiderati.

Il modo giusto di prendere precauzioni riguarda la scelta di dispositivi IoT affidabili, effettuare attentamente le configurazioni, avere cura delle proprie credenziali di accesso (password) e aggiornamento dei sistemi operativi.

Piccoli consigli al riguardo: scegliere combinazioni difficili di password e non lasciare l’accesso automatico, specie se connessi a rete pubbliche e Wi-Fi condivisi.

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