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Digitalizzazione e made in Italy: un sostegno per le imprese

Cosa succede quando due concetti apparentemente estranei vengono a contatto e, con il passare del tempo, scoprono di poter trarre giovamento l’uno dall’altro?
Il risultato è la scoperta di uno strumento aziendale dai tratti e dalle caratteristiche positive.

Cosa si intende per trasformazione digitale e made in Italy e come può diventare un aiuto per le imprese?
Ne parliamo nel seguente articolo!

Trasformazione digitale e made in Italy: il contesto attuale

Che collegamento c’è tra trasformazione digitale e made in Italy, e in che modo riguarda le aziende?
Un collegamento più importante di quello che si possa pensare. I punti di vista da poter analizzare sono molteplici. Partiamo dal primo. Il web, internet e soprattutto i social network sono un veicolo di informazione ad impatto immediato e, allo stesso tempo, in grado di arrivare ovunque e a milioni e milioni di persone.

Cosa significa questo in termini di comunicazione aziendale?
Significa che l’azienda può comunicare tutto ciò che vuole sui suoi prodotti e servizi in maniera istantanea, ed arrivare ad un ampio pubblico, ovvero potenziali clienti. Pubblico che non è soltanto italiano, quindi della nazione dove l’impresa lavora e produce, ma anche estero.
Questo significa che l’azienda può pubblicizzare i suoi prodotti italiani e farsi pubblicità nel mondo.

È un concetto essenziale per le aziende classiche, per gli e-commerce e per i professionisti, perché viviamo in un momento storico in cui il made in Italy si ritrova ad essere fortemente penalizzato.

A tal proposito è sufficiente pensare alla gestione in Europa, non perfettamente tutelata, o ai dazi americani, o a mercati molto più in espansione del nostro (come il mercato cinese ed indiano).
Eppure, l’Italia vanta prodotti d’eccellenza, aziende leader e tanta creatività che caratterizza piccole e medie imprese, oltre che numerosissime start up.

Trasformazione digitale e made in Italy: la situazione italiana

Il made in Italy ha bisogno, però, non soltanto di essere tutelato ma anche fatto conoscere. Diverse indagini di mercato dimostrano che tantissimi paesi esteri amano particolarmente i prodotti italiani e che sono disposti, essendo paesi che vantano una ricchezza in continua espansione, a pagare di più per quei prodotti.

Ecco perché è fondamentale utilizzare tutte le tecniche, e sfruttare al massimo le strategie del web. Per poter arrivare laddove ad oggi molte aziende sono ancora in parte sconosciute. Avreste mai pensato che l’unione tra trasformazione digitale e made in Italy potesse aiutare le imprese italiane?
La cosiddetta Digital Transformation, infatti, potrebbe essere un modo per salvare aziende e prodotti made in Italy.

L’Italia, purtroppo, è piuttosto indietro su questa tematica.

Convertire le aziende verso il mondo digitale non è facile, soprattutto nelle regioni del sud. Cosa ci dicono i dati a tal proposito?
Secondo i dati DESI (Digital Economy and Society Index), elaborati dalla Commissione Europea, l’Italia si colloca al 25° posto per la Digital Transformation considerata in termini lavorativi e aziendali.

Quali sono i parametri tenuti in considerazione dal rapporto DESI?

  • Utilizzo della rete;
  • connettività;
  • livello di digitalizzazione delle imprese e della PA

I dati non sono per nulla soddisfacenti, soprattutto se pensiamo che in questo modo l’Italia sta perdendo una grande opportunità. Ma da cosa dipende questo scarso risultato?
Da molti fattori, alcuni dei quali riguardano:

  • la condizione delle infrastrutture;
  • l’investimento in nuove tecnologie;
  • la conoscenza della tematica digitale.

Nella classifica europea, a seguire l’Italia vi sono soltanto la Grecia, la Bulgaria e la Romania.

Trasformazione digitale e made in Italy: la competitività

Quello che va compreso, in maniera primaria, è che la Digital Transformation di un’azienda, oltre a far conoscere e pubblicizzare i propri prodotti, può rendere questi ultimi molto più competitivi sul mercato.

L’importanza della competitività non è data soltanto dall’entità del profitto di un’azienda, ma anche dall’impatto positivo (in termini sia economici sia di benessere in generale) che quell’azienda e quel prodotto riesce ad avere sul territorio di appartenenza.
Affinché ciò avvenga è necessario che il prodotto che l’azienda immette sul mercato riesca a trasmettere una forte identità territoriale.

È la qualità ma anche la cultura tipica di un territorio che attira e incuriosisce un luogo diverso.

Per questo, se si vuole trarre il maggior impatto positivo dal concetto di trasformazione digitale e made in Italy bisogna utilizzare una parola chiave: competitività.

Trasformazione digitale e made in Italy: come migliorare

Come poter migliorare la situazione italiana in merito a trasformazione digitale e made in Italy, e quali sono i punti da attenzionare?

Innanzitutto, investendo nelle nuove tecnologie e nella formazione aziendale. È fondamentale, infatti, che un’azienda affidi parte del proprio lavoro a dei professionisti del web, della comunicazione e della tecnologia, affinché si occupino di tutti quegli aspetti che caratterizzano il lavoro di oggi.

L’investimento migliore è sicuramente quello che punta sui giovani, più abili all’apprendimento dei nuovi strumenti e delle tecniche digitali. Bisogna valorizzare persone e competenze: un’azienda che riduce al minimo le figure professionali, con l’obiettivo di risparmiare e occuparsi in pochi di tutto, semplicemente non funziona.

A ciascuno il suo mestiere è un mantra sempre valido, soprattutto in ambito digitale dove l’evoluzione non si arresta mai.

Trasformazione digitale e made in Italy: impresa 4.0

Oggi si sente parlare spesso di impresa 4.0 e industria 4.0. Con tali termini si identificano le aziende che si interfacciano con la digitalizzazione, la tecnologia e il web. Inoltre, con tali termini si identifica il processo di Digital Transformation di imprese, lavoratori e professionisti.

In Italia, il Piano Nazionale Industria 4.0 – 2017/2020 ha previsto una serie di misure volte ad investimenti per l’innovazione e la competitività.

La speranza è quella che anche nel prossimo Piano Nazionale possano essere comprese simili misure, o anche incrementate. Occorre, inoltre, puntare l’attenzione sul fattore culturale. Perché, probabilmente, è la base da cui in Italia bisogna ripartire e quello che ad oggi blocca di più il processo d’innovazione.

Quindi, non basta soltanto investire nelle tecnologie ma bisogna agire sulla cultura della società affinché si possa innanzitutto familiarizzare con il concetto di digitalizzazione e nuova tecnologia.

Una volta familiarizzato e compreso che questi due concetti non sono nemici ma alleati del proprio lavoro, occorre far capire, attraverso la formazione, i vantaggi a breve, ma soprattutto a lungo termine, che la Digital Transformation può apportare alla propria azienda.

L’apporto positivo non è un’utopia ma è reale.

Infatti, un’impresa 4.0 diventa un’azienda più veloce, intelligente ed efficiente. Un’azienda che diventa digitalizzata non avrò solo una parte dell’impresa attraversata dalla Digital Transformation, ma sarà un processo ed una trasformazione che riguarderà tutta la filiera aziendale.

Sarà un’impresa smart, caratterizzata dalle tre chiavi fondamentali:

  • smart production:
  • ovvero nuove tecnologie produttive, collegate ai processi di produzione, ed in perfetta sinergia tra lavoratori, macchine e sistemi aziendali.
  • smart services: ovvero innovazione dei sistemi informatici e delle infrastrutture tecnologiche.
  • smart energy: ovvero nuovi sistemi per un consumo energetico aziendale sostenibile.

In conclusione, con il concetto di trasformazione digitale e made in Italy, e più in generale con quello di Digital Transformation, si avrà:

  • un miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti;
  • un consumo di energia sostenibile;
  • maggiore efficienza;
  • una produzione aziendale intelligente.

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