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Smart working: un nuovo modo di intendere il lavoro

Le vacanze estive sono terminate, ed è l’ora di tornare al lavoro. Come combattere stress ed ansia da rientro? Scopriamo insieme la pratica dello smart working. È davvero solo una metodologia o qualcosa di più? Scoprirete infatti che è ormai riconosciuta perfino dal Ministero del Lavoro. Vediamo insieme di cosa si tratta e se conviene davvero adottarla.

Smart working: il rientro dalle ferie

Le vacanze estive, le avevate tanto aspettate e desiderate, dopo un anno di duro lavoro, impegni e scadenze continue. E come tutti i tempi desiderati volano via velocemente. Eccovi dunque ritornati in ufficio e agli impegni lavorativi di tutti i giorni. Ma se già il rientro alle abitudini e al lavoro non è di per sé semplice, si aggrava ancora di più con la mole di lavoro arretrato che si presenta davanti a voi. Tutto questo può essere fonte di stress. Come fare per alleggerire il carico? Oggi parliamo di smart working, ovvero lavoro intelligente.

Non si fa nemmeno in tempo a varcare la soglia d’ingresso del proprio ufficio che ci si ritrova sommersi da email da leggere, telefonate ricevute e altrettante da fare, mille appunti lasciati in sospeso prima delle ferie e adesso non si può scappare più dagli impegni.

Lo stress, in realtà, non è dato soltanto dalle cose da fare e dalla mole di lavoro che vi ritrovate davanti a voi quanto, soprattutto, dal pensiero di dover fare tutte queste cose insieme. Subentra la paura di non arrivare in tempo a finire tutto, la confusone mentale cercando di decidere a cosa dare priorità e provando a fare degli schemi mentali di ordine che poi finiscono inevitabilmente nel nulla. Insomma, ci si ritrova di fronte ad un senso di malessere, ansia e quasi panico. Ma niente paura, oggi proviamo a vedere una soluzione laddove l’ansia spesso impedisce di vederne una.

Smart working: una pratica intelligente

Tutte queste sensazioni è possibile provare a contrastarle con lo smart working.

Di cosa si tratta?

Smart working significa gestire il lavoro in maniera intelligente. L’obiettivo è quello di ritrovare il benessere e aumentare la produttività. Infatti, ansia e panico non aiutano per niente anzi, al contrario, comportano un circolo vizioso che porta alla diminuzione della concentrazione e della calma mentale necessaria per poter lavorare al meglio.

Qual è il primo passo da compiere al rientro delle vacanze?

Indire una riunione con tutto il proprio staff. Anzi in realtà ne servono due. Una, la primissima, informale. Una colazione, o anche un caffè, tutti insieme per iniziare con un sorriso e con lo spirito di squadra che serve a ricaricare le pile in maniera serena. Poi, una seconda, successiva che servirà a fissare gli obiettivi di breve e lungo termine. I primi, soprattutto, fondamentali per poter partire in maniera corretta.

Importante programmare anche una scala delle priorità: quali sono i lavori lasciati in sospeso da ultimare? Dategli precedenza. E ancora, quali sono i nuovi lavori imminenti? Insomma, stilate insieme priorità e fissatevi degli obiettivi da portare a termine. Le date sono essenziali, non per avere ansia ma per avere a portata di mano tempi da rispettare e che vi restino impressi man mano per arrivare alle mete che vi siete fissati.

Un altro fondamentale argomento di cui parlare subito tutti insieme in azienda riguarda le nuove idee. Infatti, nonostante il più delle volte durante le vacanze la mente si riposa dal lavoro, è anche un tempo che proprio perché lontano da obblighi e scadenze può portare a nuove idee e proposte. Ecco dunque il momento giusto per ascoltarsi l’un l’altro.

Affrontate il primo giorno, o anche i primi, con la maggior serenità e calma possibile.

Bisogna riacquisire i ritmi piano piano proprio perché le vacanze non sono soltanto un risposo fisico ma anche, e soprattutto, mentale. La mente durante le ferie acquisisce un nuovo status e ritornare a quello tenuto durante l’anno lavorativo non è semplice: non buttatevi a capofitto e non disperate se il lavoro trovato è molto, il tempo c’è, basta soltanto farne un uso corretto.

Smart working: le novità sul lavoro

Lo smart working non è soltanto una pratica consigliata da esperti, ma è riconosciuta anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Definito letteralmente come “lavoro agile” è una modalità di lavoro libera da vincoli orari e spaziali, stilata in accordo tra datore e dipendente, organizzata per fasi, cicli e obiettivi.

La definizione di smart working è contenuta nella legge 81/2017 e si basa sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo e, spesso, sull’uso di strumentazioni che permettano il lavoro da remoto (ad esempio: pc, tablet, smartphone). A questi ultimi lavoratori viene garantita parità di trattamento come tutti gli altri, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista normativo. A partire dal 15 novembre 2017 le aziende possono sottoscrivere un accordo di lavoro smart working e inviarlo tramite la piattaforma specifica messa a disposizione sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nato come fenomeno e metodologia, viene quindi oggi riconosciuto anche dal sistema normativo.

Smart working: i dati

In Italia se ne sente parlare sempre di più. Secondi i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, l’attenzione verso modalità di lavoro smart sta crescendo. Il 58% delle aziende medio grandi ha introdotto iniziative per il passaggio e l’incremento al lavoro smart. La stessa cosa sta accadendo nella Pubblica Amministrazione: più di 4mila dipendenti pubblici operano in remoto (800 in più in un anno) e l’8% delle pubbliche amministrazioni ha progetti di lavoro smart contro il 5% del 2017.

Smart working: i benefici

Potremmo definire lo smart working come una nuova vera e propria filosofia di lavoro. Punta a dare ai lavoratori flessibilità e autonomia nella scelta di spazi, orari e strumenti. È anche un modo per responsabilizzare di più i lavoratori a fronte dei propri risultati. Lo smart working non è però soltanto una nuova iniziativa di lavoro aziendale: è un percorso di cambiamento culturale che richiede spirito di adattamento e sfida verso nuovi orizzonti. Bisogna agire step per step, in sinergia tra datore e dipendente.

È anche un passo che presuppone un certo grado di fiducia: il datore deve infatti abbandonare parte del suo metodo di controllo verso i propri dipendenti. Dovrà fidarsi del proprio dipendente che, in autonomia, dovrà riuscire a portare a termini gli obiettivi fissati in accordo tra entrambi, pur non essendo fisicamente presente in ufficio e pur non avendo schermi rigidi prestabiliti circa orari e mansioni da svolgere.

È un metodo di lavoro che punta ad una maggiore qualità della vita e della produttività individuale, in una leale collaborazione tra le parti in gioco.

In questo processo le tecnologie hanno un ruolo fondamentale. Infatti, bisognare essere in grado di restare in contatto, connettersi e disporre degli strumenti migliori pur essendo distanti dalla sede fisica principale dell’azienda di riferimento. Non significa lavorare da soli solo perché non si è fisicamente presenti, significa avere una nuova concezione di ufficio che potremmo definire “ufficio aperto”. Gli spazi aziendali, i confini, i principi e le regole sono sempre presenti anche se non più fisicamente visibili.
Se vi state chiedendo se lo smart working conviene alle imprese la risposta è sì. Può esserci un incremento della produttività del 15% per lavoratore. Ma i benefici non sono soltanto aziendali bensì anche in termini generali: minore mobilità verso e da l’ufficio comporta minore inquinamento.In Italia oggi sono presenti circa 480mila smart workers, con un aumento del 20% rispetto al 2017 e con una percentuale del 12,6% sul totale degli occupati.

Smart working: il rientro dalle ferie

Come abbiamo detto anche in questo articolo, le tecnologie sono la parte fondamentale del lavoro di oggi. Ecco perché vi ricordiamo sempre della nostra realtà: se al vostro rientro dalle ferie state pensando di prendervi cura del vostro sito web e di migliorare, o far nascere nuovi progetti, in vista del nuovo anno ricordate che a Palermo c’è Sferica s.r.l che potrà fare al caso vostro. Se state cercando degli esperti a cui potervi affidare per la realizzazione del vostro sito web o ecommerce siete nel posto giusto!La nostra web agency, infatti, tra le proprie attività si occupa di consulenza e assistenza di siti web e restyling, e progettazione e creazione di siti web ed e-commerce.

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