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Smart cities: arriva in Sicilia un ddl per una rivoluzione intelligente

Negli ultimi tempi si sente parlare, sempre più spesso, di smart cities o città intelligenti. Di cosa si tratta? Quali benefici possono apportare alle comunità e ai cittadini? Quali difficoltà si incontrano nel passaggio ad uno stile di vita smart? Come viene intesa, in questo contesto, la parola “intelligente”?

A queste e a molte altre domande rispondiamo in questo articolo. Seguiteci!

Smart cities: cosa sono

Ad uso proprio o improprio, il termine smart cities viene ormai usato frequentemente.

Le città intelligenti sono città 4.0.

Il loro obiettivo è quello di avere un’economia solida e stabile ma in un’ottica ecosostenibile.

Gestire le risorse in maniera intelligente significa avere come primo scopo quello di prendersi cura e di tutelare l’ambiente e la vita dei cittadini, migliorandone la qualità. Per fare questo è necessario stare al passo del cambiamento, utilizzando al meglio l’innovazione, gli strumenti della rivoluzione digitale e quelli della tecnologia high-tech. 

Vediamo qualche esempio di modalità smart:

  • trasporti e mobilità ecosostenibile;
  • wi-fi presente in tutti i luoghi e spazi cittadini;
  • illuminazione e fonti energetiche rinnovabili;
  • riduzione dell’inquinamento;
  • utilizzare forme di energia alternativa.

Per scendere ancora più nel dettaglio possiamo fare alcuni esempi specifici per settore. Ad esempio, per il settore mobilità, possono essere intesi come smart:

  • car sharing;
  • bike sharing;
  • utilizzo di auto ibride o elettriche.

Occorre precisare che il concetto di smart cities non è semplicemente e solamente riconducibile a quello di tecnologia. Una smart city non è dunque sinonimo di città tecnologica. Una città intelligente, invece, mette insieme diversi ingredienti che toccano ogni ambito della vita quotidiana di ogni cittadino e, dunque, dell’intera comunità.
All’estero, rispetto all’Italia, sono già molto più avanti. Per quanto riguarda la situazione delle città internazionali, ecco alcuni esempi di città smart:

  • A Londra è stata progettata un’insolita innovazione: in alcune zone, quando le persone camminano, i passi sulla pavimentazione vengono trasformati in energia.
  • A Città del Messico, invece, vi sono i pannelli mangia smog: posizionati sulle pareti degli edifici riducono l’inquinamento.
  • Amsterdam, Stoccolma e Copenaghen spiccano per l’utilizzo di auto elettriche, servizi di car sharing e bike sharing.
  • Berlino è leader, sempre nel contesto smart, per quanto riguarda l’ambito occupazionale e creativo, puntando molto sui giovani.
  • Barcellona spicca per quantità e qualità di start-up;
  • Helsinki, infine, è la città più smart in ambito amministrativo.

Smart cities: situazione italiana e dati

Com’è la situazione italiana nel contesto delle smart cities e quanto ancora c’è da fare? Vediamo qualche dato.

Secondo il rapporto annuale di FPA (ForumPA) del gruppo Digital360, ovvero l’ICity Rank 2019, vi sono alcune conferme ma anche alcune sorprese nella classifica delle città italiane più smart. La classifica si basa sui seguenti parametri:

  • solidità economica;
  • mobilità sostenibile;
  • tutela ambientale;
  • qualità sociale;
  • capacità di governo;
  • trasformazione digitale.

Milano, per il sesto anno consecutivo, si conferma in prima posizione, come la città italiana più smart.

È seguita da Bologna e Firenze, che si avvicinano a Milano. Torino e Venezia si confermano tra le prime dieci posizioni. Ci sono poi città che, grazie all’impegno e ad un buon lavoro, hanno migliorato la loro posizione riuscendo a posizionarsi nella prima parte della classifica: Bergamo, Trento, Reggio Emilia, Parma e Modena.

Una conferma, purtroppo non positiva, riguarda la costante posizione delle città del sud Italia, che occupano le ultime posizioni della classifica.

Vediamo, nel dettaglio, i parametri che caratterizzano la posizione di alcune città:

  • Milano conquista il primo posto per solidità economica e mobilità sostenibile, ottenendo buoni risultati anche per qualità sociale e trasformazione digitale. Appare invece in difficoltà per quanto riguarda solidità di governo e tutela ambientale.
  • Firenze conquista il primo posto per qualità sociale e trasformazione digitale. Ottiene buoni risultati, inoltre, per capacità di governo, tutela ambientale e mobilità sostenibile.
  • Bologna spicca più di tutte per capacità di governo. Ottimi risultati anche per trasformazione digitale, solidità economica, tutela ambientale e qualità sociale.
  • Venezia spicca per mobilità sostenibile.
  • Trento ottiene il primo posto per tutela ambientale.
  • La maglia nera in classifica va invece alla città di Crotone.

Smart cities: la situazione siciliana

Con riferimento alla classifica dell’Icity Rank 2019, vediamo come si presenta la situazione delle smart cities in Sicilia.

La città di Palermo, ad esempio, passa dall’88° posto al 77°, migliorando dunque di 11 posizioni rispetto all’anno scorso. I parametri che hanno permesso a Palermo di migliorare il suo posto in classifica sono stati trasformazione digitale e mobilità sostenibile.

I risultati peggiori, invece, Palermo li ha registrati in merito ai parametri di solidità economica, classificandosi al 99° posto (su questo specifico parametro).

La situazione resta comunque stagnante per tutte le città del sud Italia. Ad esempio, per il parametro poco prima citato non si trova nessuna città italiana del sud nelle prime 30 posizioni.

Smart cities: nuovo ddl per la regione Sicilia

Come abbiamo detto poco più su, la situazione delle città del sud Italia non è per nulla confortevole. Si registra un notevole ritardo ed una difficoltà nell’approccio all’innovazione e alla nuova mentalità smart.

Tuttavia, qualcosa inizia a cambiare e a muovere i primi passi.

Nei giorni scorsi, infatti, è stato presentato un ddl all’Ars (Assemblea regionale Siciliana), che ricalca alcune normative vigenti in Lombardia, giudicate vincenti soprattutto per i risultati ottenuti dalla città di Milano.

Ecco alcuni obiettivi prefissati dal ddl:

  • migliorare la qualità della vita dei cittadini siciliani;
  • incrementare e spingere la mobilità ecosostenibile;
  • abbassare sotto i 2,5 punti la soglia delle polveri sottili inquinanti;
  • digitalizzare i servizi pubblici.

Se qualcuno pensa che tutto questo sia impossibile o altamente difficile da realizzare è arrivato il momento di cambiare idea.

Una volta entrate nel meccanismo delle smart cities e aver lasciato le paure verso il cambiamento fuori dalla porta, ogni amministrazione si renderà conto di quanto tutti i processi di gestione della propria città saranno semplificati. Nessuno vorrà più tornare indietro!

Perché, se il cambiamento fa paura restare fermi dovrebbe farne molta di più!

Smart cities: affidati a noi

Come vi classificate tu e la tua azienda nel contesto delle smart cities e quanta importanza ne hai compreso dopo questo articolo?

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